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giovedì, marzo 22, 2007
MUSICA 24/07
LEO PARI E MARCO BELLOTTI AL THE PLACE
Bella serata energica quella di domenica scorsa al The Place.
Ad introdurla Toti Poeta cantautore siciliano che propone un pop folk tra acustico ed elettronico di buon livello molto fluido e ben interpretato ( delle sue canzoni la migliore mi è sembrata Autolesioni ). A seguire durante lo spettacolo anche l'esibizione di Marco Fabi del quale ho già parlato in altri post.
Sul palco, sul "suo palco" poi Leo Pari. Leo è di casa al The Place tanto che si può tranquillamente affermare che lui ed il locale romano stanno crescendo assieme, e quando c'è lui al TP, puoi starne certo che l'energia non manca . Un'energia che scaturisce dalle sperimentazioni compositive di lui e del fratello Emiliano Pari, grande pianista e tastierista , le cui performances sul palco sono state come al solito applauditissime. Leo ha proposto alcuni dei brani del suo primo album "LP" uscito qualche mese fà. Brani a metà tra pop ed elettronica, tra rap e hip-pop conditi da impegno ed ironia. In questo senso "Un grillo per la testa", diventata la sigla dello spettacolo di Beppe Grillo, "Chi ci capisce è bravo" bel brano denuncia sulle contraddizioni del nostro tempo, o la scanzonata "L'uccello". Insomma ancora una volta la solita bella energia di Leo.
Di seguito Marco Bellotti. Devo dire che attendevo da un pò questa esibizione, perchè Marco non avevo mai avuto il piacere di ascoltarlo dal vivo. Avevo sentito alcuni suoi brani e li avevo trovati molto orginali e ben realizzati. Sul palco Marco non tradisce queste aspettative. Innanzitutto è uno che si diverte e fa divertire il pubblico e questo aspetto non è da sottovalutare. Marco è uno che sul palcoscenico ci sa stare.. E' inoltre un ottimo chitarrista e alcune sue performances fanno venire alla mente il virtuoso Pat Metheny. L'aspetto più distintivo è comunque la sua musica. Ad ascoltarlo viene in mente decisamente Ivan Graziani. In Marco però sono molto evidenti segnali forti della sua terra di origine: la Puglia. Marco riesce nei suoi brani ad essere al tempo stesso meditativo, leggero, scanzonato e ironico in un mix che alcune volte non è facile recepire ad un primo ascolto. Se si aggiunge poi il fatto che le sue composizioni non sono per nulla scontate ma addirittura a volte appaiono fin troppo attente al particolare tanto da allontanare da un ipotetico filo conduttore, si comprende che Marco va tenuto d'occhio e certamente riascoltato volentieri. Delle canzoni della serata a me sono piaciute particolarmente tre "Il volo dei gabbiani" ( bel brano d'autore meditativo e malinconico, forse il migliore ), "io secondo me" ( brano ironico con evidente qui influenza di Graziani, caratterizzato da belle atmosfere popolari mediterranee e acrobazie vocali ) e "l'uovo" ( sulla scia di "io secondo me", un brano scanzonato e simpaticissimo. Interessante la singolare ritmica realizzata sul palco del TP con l'ausilio delle sole stoviglie...bicchieri, bottiglie, coltelli eccc.. ed una bella strofa a perdifiato ).
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